Cos’è Python

Logo di Python

Cos’è Python

Il linguaggio di programmazione multiuso che bene si adatta ad ogni esigenza e situazione

Python è un linguaggio di programmazione multi-paradigma, multiuso e di alto livello (un linguaggio di programmazione si definisce di alto livello quando è vicino o familiare alla logica e all’uso del linguaggio naturale), adatto a vari scopi e per risolvere differenti classi di problemi. Ideato dal programmatore olandese Guido Van Rossum nel 1991, Python si distingue dalle decine di linguaggi di programmazione oggi esistenti per la sua facilità d’utilizzo e per essere molto simile all’inglese parlato.

Guido Van Rossum, papà di Python

Sono queste due caratteristiche a rendere Python adatto a chi deve programmare tutti i giorni: non necessita di una grande processo di apprendimento, ma è allo stesso tempo potente (soprattutto per applicazioni statistico-matematiche) e versatile.

Storia di Python

Van Rossum cominciò a lavorare sul suo linguaggio di programmazione nel corso dellevacanze natalizie del 1989. Mentre era impiegato nel team di sviluppo del National Research Institute for Mathematics and Computer Science di Amsterdam (seconda metà degli anni ’80 dello scorso secolo), il programmatore olandese volle metter mano ad una revisione del linguaggio di programmazione ABC. I limiti strutturali e funzionali di questo linguaggio, però, fecero ben presto cambiare rotta a Van Rossum, che decise di creare un nuovo strumento di programmazione partendo da alcuni elementi di ABC. Dopo un anno e qualche mese di lavoro il programmatore olandese rilasciò la prima versione di Python. La seconda versione arrivò nel 2000, integrando il supporto per Unicode. La terza, chiamata anche Python 3000 o py3k, è stata rilasciata il 3 dicembre 2008.

Coding

Nonostante ci sia una corposa comunità di sviluppatori a supporto del progetto Python, è ancora Van Rossum a decidere le sorti della sua creatura. Non a caso viene affettuosamente chiamato Benevolent Dictator for Life, benevolente dittatore a vita.

Caratteristiche e filosofia

Python è un linguaggio di programmazione a tipizzazione dinamicaorientato agli oggetti, progettato affinché fosse semplice (da apprendere, utilizzare e capire) e strutturato affinché abbia una sintassi semplice, chiara e lineare.

La dinamicità della tipizzazione è data dal fatto che le variabili non devono essere dichiarate in anticipo, come accade in altri linguaggi di programmazione (nel linguaggio C, ad esempio, si deve dichiarare in anticipo se il valore di una funzione numerica dovrà essere un numero intero – integer – o meno), ma verranno assegnati nomi variabili dietro ai quali si nasconderanno solamente un tipo di entità di programmazione. Solo al momento dell’esecuzione del codice appena scritto – al runtime, quindi – si verificheranno i valori assegnati ad ogni variabile. Per capirsi, se alla variabile a verrà assegnato il valore 5 tramite il comando a=5, allora in questa occasione la variabile assumerà il valore 5; se successivamente alla stessa variabile verrà assegnato il valore albero tramite la stringa dicomando a=albero, la variabile finirà con l’assumere il valore albero. Se comandi del genere venissero assegnati nell’ambito del linguaggio C (dove la variabile a verrebbe dichiarata come numero intero ad inizio algoritmo con la stringa int a), in fase di runtime si otterrebbe sicuramente un errore.

La sintassi, invece, è resa semplice tramite l’utilizzo dell’indentazione. I caratteri di spaziatura presenti all’inizio di una riga logica determinano il livello di indentazione della riga e quindi il raggruppamento delle istruzioni a cui questa appartiene. La priorità logica delle operazioni da eseguire, quindi, sarà determinata dal numero di spazi presenti all’inizio della riga contenente il comando.

La gestione della memoria e la conseguente pulizia è invece affidata ad un ciclo di controllo combinato tra reference counting (contatore delle referenze) e un garbage collector.

Coding

Alla base di tutta questa architettura, una filosofia di programmazione ben definita ed enunciata dallo stesso Van Rossum in più occasioni. In una proposta inviata al DARPA dal nome “Programmazione per tutti”, lo sviluppatore olandese spiega quali sono i quattro punti cardinali del suo linguaggio: doveva essere semplice, intuitivo e potente; open source; un codice facilmente comprensibile, come fosse un linguaggio naturale; permettere di programmare in pochi giorni e consentire tempi di sviluppo brevi. I principi “filosofici”, invece, sono esplicitati nel documento “PEP 20 (The Zen of Python)”, una sorta di Bibbia per chi ama programmare con questo linguaggio. Di questo documento sono divenuti celebri alcuni brevi aforismi che rendono perfettamente l’idea di cosa ci sia stato (e continua ad esserci) dietro la nascita di Python. Per Van Rossum bello è meglio di brutto, esplicito è migliore di implicito, semplice è meglio che complesso che, a sua volta, è meglio di complicato, la leggibilità (del codice) conta più di ogni altra cosa. Tutto un programma, insomma.

Tutorial

Pur essendo improntato alla semplicità e all’immediatezza di utilizzo, Python potrebbe ancora risultare difficile da digerire per i programmatori alle prime armi. Per tutti loro, nella sezionewiki del sito sono raccolti articoli introduttivi, guide e tutorial relativi ai primi passi da muovere nel mondo Python. Viene spiegato quali programmi installare e come farlo, come realizzare i primi algoritmi ed i primi programmi; quali funzioni utilizzare e quando utilizzarle.

Una sezione del tutorial di Python

Grazie alla numerosa comunità di supporto, inoltre, è stato realizzato un preziosissimotutorial divenuto con il passare degli anni sempre più preciso e puntuale. Qualsiasi dubbio o incertezza si possa avere nel corso del proprio lavoro con il linguaggio di programmazione creato da Van Rossum può essere risolto facendo appello a questa guida.

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